SI SALVI CHI PUO’  - Cosa ci aspetta se rivince Silvio

 

DA MANI PULITE A MANI LIBERE: PERCHE’ SPERO NEL PAREGGIO

il grande dittatore chaplin

Dio ci salvi da Dell’Utri nella stanza dei bottoni – e in prospettiva, da Silvio sul Colle.

 

Come dicevo, nell’ipotesi più probabile, ferma restando la sconfitta del PD rispetto al PDL alla Camera, c’è al Senato un sostanziale pareggio: con il risultato che Berlusconi non può governare da solo: unica speranza per salvarci per ora da un suo strapotere senza altro controllo che quello del Quirinale. Nell’ipotesi peggiore (anche se la meno probabile, a quanto sembra), Berlusconi ha anche al Senato una maggioranza abbastanza solida da  poter governare in “splendida” solitudine.

 

Essì, perché stavolta, Nessuno, ma proprio nessuno, all’interno della sua coalizione, potrà opporsi ai suoi voleri, se non per spingere verso tendenze ancor più autoritarie o razziste.

Annessa e ridotta definitivamente AN al silenzio (al solo, modico prezzo di aver cambiato nome a Forza Italia), espulsa la già timida UDC che, sola, poteva contrastarne il delirio di onnipotenza, Berlusconi sogna di avere finalmente le mani libere per fare i suoi porci comodi (ma libere del tutto, eh? Proprio come vorrebbe lui).

Gli unici a tenerlo ancora un po’ sulla corda, ad avere qualche potere di interdizione, sono, da un lato, i leghisti: i quali però tutto hanno a cuore meno che il bene dell’Italia unita, dei diritti umani, dell’ecologia, della giustizia sociale, della legalità, dei valori della Costituzione, dell’antifascismo, e – men che meno – dell’antirazzismo.

Dall’altro lato, le conventicole mafiose, che son sempre pronte a ritirare il proprio appoggio nel caso lui le deluda: infatti si aspettano come manna dal cielo non solo la pioggia faraonica di miliardi necessari per are l’inutile (per l’italia e la Sicilia oneste) Ponte sullo Stretto, ma anche soprattutto un occhio di riguardo per i suoi carcerati di lusso, una bella persecuzione contro i pentiti e i collaboratori di giustizia, e magari qualche bella legge ad personam che può sempre venire utile per scapolarsela dai “giustizialisti” (è di questi giorni l’attacco a Di Pietro, che al Cavaliere “fa orrore”: e ti credo…).

 

Ma vediamo in dettaglio cosa ci aspetta.

 

Conflitto di interessi

Con ritardo, magari timidamente, ma da Prodi c’era da aspettarsi che, nei tre anni di governo che aveva ancora davanti, finalmente si decidesse ad affrontare il problema. Ovvio che ora il problema stesso verrebbe semplicemente sepolto, se non addirittura aggravato.

Con il bel risultato che verrebbe cresciuta un’altra generazione di giovani (quelli che voteranno per la prima volta nel 2020, tra dodici anni, mentre Silvio starà per terminare il suo settennato al Quirinale) completamente rincoglioniti dai suoi falsi ideologici. Già oggi molti di loro credono che lo sfascio dell’Italia sia da imputare a “50 anni di governo comunista” dell’Italia. E’ di ieri la notizia che Dell’Utri & soci vogliono riscrivere i libri di Storia, naturalmente in senso revisionista neofascista.

Giudichino gli elettori di sinistra se questo da solo non è un pericolo grave da combattere.

Legge elettorale

Certo che la nuova maggioranza cercherà di riformare la porcata calderoliana. Ma potete giocarci i vostri attributi riproduttivi che lo faranno in nome della “governabilità” e dell’”antiribaltonismo”: vale a dire, nella direzione di una blindatura totale del potere berlusconiano. Appena fatta una legge che assicura che chi vince le elezioni governa senza scossoni possibili per almeno 5 anni, Silvio guarda i sondaggi e – non appena ha sufficienti garanzie per rivincerle – ritorna alle urne. Era il progetto retrostante alla famosa riforma costituzionale dei “saggi”  (sic!) di Lorenzago: arrivare a rendere legale una stabile occupazione delle stanze dei bottoni.

 

Riforme costituzionali.

Ci aveva già provato. Non commento oltre, rimando solo ad alcuni altri miei post di due anni fa.

(http://operazioneverita.splinder.com/tag/referendum_riforma_costituzional)

 

Il ponte sullo Stretto

E’ inutile perché congiunge il nulla infrastrutturale. Non ci sono autostrade sufficienti da una parte e dall’altra, non ci sono ferrovie degne di questo nome.

Il traffico è comunque assicurato a sufficienza dai traghetti e dai collegamenti aerei. Non ci sono pareri unanimi da parte degli esperti sulla sua sicurezza (è in zona ad alto rischio sismico). A parte l’evidente impatto ambientale e paesaggistico, sarebbe comunque un enorme regalo alla Mafia e alla ‘Ndrangheta. E’ senza copertura finanziaria, per cui dovremmo accollarci un surplus enorme di debito pubblico (che è già a livelli drammatici) per regalare soldi a Cosa Nostra & C.

 

Diritti civili e laicità

Dalla prova di forza di Bolzaneto ai rigurgiti razzisti, dall’uso disinvolto dei servizi segreti alle intimidazioni ai giornalisti liberi, dal pervicace “no” ai DICO, alla fecondazione assistita e all’eutanasia, per proseguire con il criminale appoggio a un’amministrazione americana che ha potuto concepire la reintroduzione della tortura (del resto a Bolzaneto la stessa amministrazione Berlusconi ha reintrodotto la tortura in Italia)… eccetera. Devo continuare? En passant, guardate qui (http://operazioneverita.splinder.com/tag/tentato_regime).

 

Ecomostri

Berlusconi vuole rimettere al ministero dell’economia un tizio (Tremonti, ricordate questo nome??) che voleva vendere le spiagge italiane per risanare il deficit pubblico. Vuole costruire il Ponte sullo Stretto di Messina. Vuole mandare a casa il governatore della Sardegna perché ha inserito strettissimi vincoli paesaggistici (ha impedito di cementificare ulteriormente le coste). Tra i  principali elettori della Lega sua alleata, alcuni industrialotti del Nord, allignano coloro che esportano in Campania migliaia di tonnellate di rifiuti tossici per risparmiare.

 

Stato sociale e meno abbienti

Che dire, se non che gli unici a cui ha davvero tagliato le tasse in cinque anni di governo sono stati i ricchi? Che dire, se non che si è sempre opposto a politiche di redistribuzione del reddito? Che dire, se non che voleva smantellare ciò che rimaneva dello stato sociale? Che dire, se non che ha tentato di uccidere l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori? Che dire, se non che i salari sono fermi dal 2001, anno in cui lui prese il potere per l’ultima (per ora) volta? Che dire se non che nella campagna elettorale 2006, Berlusconi se ne uscì a dire, scandalizzato, che la sinistra voleva mettere sullo stesso piano il figlio dell’operaio e quello del professionista? Che dire, se non che ha tentato di tutto – senza successo perché con lui il deficit è arivao a livelli record – per far quadrare i conti dello Stato senza combattere l’evasione fiscale?

 

Esteri

Aspettiamoci una nuova ondata di antieuropeismo, di disprezzo delle regole dell’UE e del diritto internazionale; prepariamoci a una nuova ondata di figure di merda sugli schermi planetari: corna nelle foto ufficiali, insulti al parlamento europeo, pesanti battute a sfondo sessuale sulle signore premier degli altri Paesi, inopportune uscite sulla presunta inferiorità delle civiltà “altre”, rivalutazione del protezionismo, inviti alla Russia ad entrare nella UE senza che alcuna istituzione europea l’abbia autorizzato, e così via. E, naturalmente, Dio non voglia che in USA rivincano i Teocon – Neocon altrimenti c’è da aspettarsi un’altra ondata di appoggio a politiche anti-ONU e guerrafondaie.

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 10, 2008 12:29 | commenti (5)(popup) | commenti (5)

MI RIBELLO

berlusconi se la ride

IN DIFESA DELL'ITALIA

E DELLE LIBERTA' DEMOCRATICHE,

DICO "NO" AD ALTRI 12 ANNI DI POTERE BERLUSCONIANO

Per più di un mese non ce l’ho fatta a scrivere.

Travolto da un’ondata di lavoro quale non ricordavo da anni, sono stato costretto a  ridurre al lumicino le mie visite al WEB, e probabilmente sarà così ancora per almeno un altro mese. Ma non è stato questo l’unico motivo della mia lunga assenza.

 

Ebbene sì, amici. Lo confesso. Sono rimasto talmente nauseato dalla stupidità di oltre metà dell’elettorato, che per settimane non sono riuscito, semplicemente, a scrivere nulla: horror vacui.

Ora però mi ribello. Con le sue ultime intemerate, Berlusconi è riuscito a ridestare in me una dose  di indignazione sufficiente per indurmi a dire la mia, ancora una volta.

Ecco quindi – nei prossimi post – alcune semplici riflessioni.

Che dovrebbero essere ovvie. Ma che evidentemente ovvie non sono, visto che troppi a destra, ma anche ahimé a sinistra, hanno evidentemente la memoria corta.

 

Sia ben chiaro: non credo alla rimonta che Veltroni sbandiera in giro (del resto, essendo parte in causa, che altro dovrebbe dire, che è sicuro di perdere?).

Nella migliore delle ipotesi, si vince al Senato – di misura -  e si perde alla Camera (ed essendoci il premio di maggioranza su base nazionale, lì ha poco senso augurarsi di perdere con l’1% di scarto, anziché il 6%, perché in termini di seggi è praticamente lo stesso).

Nell’ipotesi più probabile, ferma restando la sconfitta alla Camera, c’è al Senato un sostanziale pareggio: con il risultato che Berlusconi non può governare da solo, e allora forse possiamo limitare i danni.

Nell’ipotesi peggiore (anche se, a quanto sembra, possiamo ancora scongiurarla), Berlusconi avrà anche al Senato una maggioranza abbastanza solida da  poter governare in “splendida” solitudine.

 

Molti intellettuali di sinistra e liberali, da Andrea Camilleri a Dario Fo, a Umberto Eco, e tanti altri ancora (si veda anche http://www.libertaegiustizia.it/primopiano/pp_leggi_articolo.php?id=1947&id_titoli_primo_piano=1 ) negli ultimi giorni, hanno rivolto appelli a chi, tra gli elettori del centrosinistra, era tentato dall’astensionismo, affinché ci ripensi seriamente.

Tra questi intellettuali, c’è anche chi per due anni ha aspramente criticato Prodi e aveva inizialmente dichiarato il proprio desiderio di non votare (è il caso di  Paolo Sylos Labini, che ha annunciato di aver cambiato idea dalle pagine di Micromega).

 

Infatti il rischio per il Paese, in caso di vittoria chiara e netta del Popolo delle Libertà di Delinquere,  è tale da far temere che l’Italia stia per imboccare, nei prossimi dodici anni, la strada terribile di un declino davvero irreversibile. Avete letto bene: DODICI ANNI: perché il Cainano non fa mistero di mirare alla Presidenza della Repubblica, dopo  ilsuo quarto mandato da Presidente del Consiglio. Un incubo, un viaggio senza ritorno.

 

E nei prossimi post intendo ricordare a tutti quali e quanti rischi incombano sulle nostre teste.

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 10, 2008 10:40 | commenti (5)(popup) | commenti (5)

"NON C'E'

POSSIBILITA' DI AVERE IL FEDERALISMO PER VIA DEMOCRATICA"

bossi

...quindi ci saranno dieci milioni di lombardi e altrettanti veneti che faranno la lotta di liberazione.

Secondo lui.

Primo: quale sarebbe, secondo LUI, lo strumento per ottenere il suo scopo democraticamente, se non avere la maggioranza? Fino a prova contraria, la Lega, anche nei momenti di massimo splendore, non è andata oltre l'11% dei voti a livello nazionale, e nemmeno in quella che "LUI" chiama Padania, non è MAI stata il partito di maggioranza relativa. Nemmeno negli anni - per LUI - migliori.

Per quale cavolo di motivo, democraticamente, dopo che LUI ha perso un referendum che sfiorava l'argomento, ora il resto degli Italiani (ma anche degli abitanti della Padania, che evidentemente NON condividono il suo pensiero), dovrebbero seppellire la VOLONTA' DELLA MAGGIORANZA, e considerare legittimo il ricorso alle armi?

Secondo.

Venti milioni di "nordisti" in lotta? Umberto, ma sei scemo o fai finta? Anzitutto, stai attento perché prima o poi qualche "balabiòtt" che ti prende alla lettera, e mette la bombetta, si rischia che ci sia, anche se il Silvio da Arcore (a denti e chiappe strette) finge di garantire per te perché sennò a destra gli fanno (politicamente) la pelle. In secondo luogo, Bossino sciocchino, stai attento, perché stai dicendo sciocchezzuole. Per dire, l'intera popolazione di quella che chiami Padania arriva a stento a 20 milioni, compresi i disabili, le vecchiette, i negri, i musulmani, i neonati e quelli che non votano sega, pardon, Lega, ma anche i comunisti del Nord (che ci sono, ossì!).

Documentati, prima di parlare.

Anzi: prima de dervì la buca, fà un respir, che l'è mej.

DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 04, 2007 23:03 | commenti (24)(popup) | commenti (24)

E SILVIO SE LA RIDE

berlusconi se la ride

 

Amici miei, a me non piace dire “l’avevo detto”, puzza di saccenteria.

In questo caso, però,  mi tocca. E non lo faccio volentieri. Se i dati dei sondaggi mi avessero smentito, sarei il primo a rallegrarmene, Ma purtroppo non è così.

Leggo sul “Corriere della Sera” di oggi un articolo, a firma di Francesco Verderame, che vi riporto qui, brevemente.

 

Effetto Grillo, L’Unione cala ancora

Maggioranza al 42%, Cdl al 56. Berlusconi: Il fattore G ci aiuta

 

Roma – Il “vaffa-clima” è come uno tsunami dopo il terremoto. Si abbatte sul governo e sul centrosinistra con una tale furia da suscitare un vero e proprio “allarme democratico” a Palazzo Chigi, al Campidoglio e in quasi tutti i partiti dell’Unione. (…) In una settimana, il centrosinistra ha ceduto quasi un punto e mezzo, perdendo quanto aveva faticosamente recuperato da luglio: oggi la coalizione vale appena il 42,1%. E ciò che l’Unione perde, lo guadagna il Polo, che solo due settimane fa aveva preso una china molto negativa, cedendo quasi due punti percentuali. Ora è tornato a salire, e dal 54,8% di consensi è arrivato al 56,1%.

Il motivo di questa inversione di tendenza è spiegato nel “commento” a corredo dei dati demoscopici, elaborati da un’importante società di ricerca(…) Gli analisti ritengono sia dovuto con ogni probabilità “alle polemiche sorte dopo la performance di Grillo che hanno coinvolto soprattutto il governo Prodi”. (…) E se il “fattore G” viene temuto dall’Unione, è invece vezzeggiato da Berlusconi, perché “Grillo ci aiuta”, dice il Cavaliere dati alla mano: a beneficiarne sono infatti Forza Italia (che dal 28,9 sale al 29,3%), AN (dal 15,4 al 15,8%) e la Lega (dal 5 al 5,3%). Soltanto l’UDC scende ancora di due decimali, al 4,6%.

L’ex premier (…) ne ha spiegato i motivi ai suoi: “Anche se sono sceso in campo tredici anni fa, la mia immagine è diversa da quella dei politici di professione. La gente mi vede come un imprenditore, un editore e un presidente di una squadra di calcio vincente.”

Insomma, il vaffa-day ha reso euforico Berlusconi, e non perché il comico abbia spostato consensi dall’Unione al Polo, ma perché – come dice il capo del PRI, Nucara – “con le sue sparate ha alimentato l’astensionismo nel centrosinistra”. I dati sono impressionanti: oggi il partito del non voto è al 33,2%, ed è in aumento.

So di dire una cosa sgradevole. Ma si sta preparando il ritorno del silvietto, compagni. Pensateci bene. Avete ragione (abbiamo ragione) a incazzarci insieme a Grillo. Ma se ritorna a Palazzo Chigi questo qui, poi non ci lamentiamo, eh??

DatieFatti ci ha pensato in data: settembre 26, 2007 15:23 | commenti (14)(popup) | commenti (14)

UN' ANALISI POLITICA.

 

Sbaglierò, magari, ma prego chi legge di seguirmi con attenzione, e di darmi il suo parere.

 

Torniamo al ’94.

Nel ’94, se Berlusconi non fosse “sceso in campo” (ma lo fece e per l’unico motivo di pararsi il didietro), Occhetto e la sua “gioiosa macchina da guerra” avrebbe vinto le elezioni a mani basse.

 

Non fu così.

E quando B. vinse inopinatamente le elezioni politiche di allora, da buon italiano pensai, tra me e me: “Siamo in bipolarismo, finalmente. Questo sistema bipolare, dopo la conventio ad excludendum e la democrazia bloccata, lo voglio anch’io. Debbo essere sportivo. Ora Berlusconi è il Presidente del Consiglio di tutti gl’Italiani. Anche il mio. E quindi, benché non lo abbia votato, debbo augurarmi che abbia successo. Spero quindi che mantenga le sue promesse e che negl’interessi di tutti noi inneschi il nuovo miracolo italiano di cui ha parlato nel suo programma elettorale. Onestamente, sono scettico. Però vediamo, magari mi sbaglio.”

 

Non fu così.

Il primo atto di quel governo – che navigava in piena tangentopoli – fi il decreto salvaladri, il famigerato decreto Biondi, che depenalizzava la concussione.

Dopo sette mesi di governicchio, in cui per la verità tentò anche cose positive come la riforma delle pensioni, sulla quale cadde, Berlusconi se ne andò a casa.

Ma fu in quei mesi che mi resi conto che B. non aveva alcuna intenzione di essere anche il mio presidente.

Lui voleva essere il presidente, e basta.

Per i suoi interessi, e basta.

E lo dimostrò al di là di ogni ragionevole dubbio.

 

Bastava non essere accecati dalla sua propaganda, per accorgersene.

Poi venne il ’96, e Prodi vinse più per culo (sorry), visto che la Lega aveva deciso di farla pagare al Cavaliere, che per merito suo, ma vinse.

E riuscì laddove nessuno (me compreso) avrebbe scommesso un cinque lire bucato: l’ingresso nell’area Euro al pari di Francia e Germania.

Per la prima volta l’Italia si presentava in prima classe sul panorama internazionale.

 

Magnifico!

Solo che, appena conseguito ‘sto risultato, visto che era l’obiettivo principale che teneva assieme la coalizione (?) di CSX, Bertinotti pensò bene di affossare quello che definì un governo borghese (ottobre ’98), con la collaborazione di D’Alema che non vedeva l’ora di fare il Kennedy.

 

Il resto della Storia è arcinoto: il CSX vivacchiò tra varie crisi di governo fino alla fine della legislatura, lasciando i conti in ordine e un’economia competitiva (occhio, destri, siamo pieni di dati in merito, è inutile contestare questo punto) fino alla fine, quando Amato, sul finire del mandato governativo, consegnò il Paese a un Berlusconi trionfante, ma con un avvertimento: “attenzione che si preparano anni di vacche magre. Se le nostre previsioni son giuste, non solo le vostre promesse elettorali sono carta straccia, ma vi tocca aumentare le tasse anziché diminuirle.”

 

I cinque anni successivi sono stati umilianti per ogni Italiano degno del nome e per ogni essere umano abitante in Italia dotato di raziocinio.

Competitività a picco.

Liberalismo alla spazzatura.

 

Prestigio internazionale sotto zero.

Continui attentati alla legalità.

Tentativo di manomissione della Costituzione e delle garanzie democratiche.

 

Fino a che l’indignazione della sinistra non fu tale, da mobilitare le sue forze e far vincere le elezioni a Prodi.

Di nuovo.

 

Perché vinse le elezioni, Prodi?

Secondo me, perché lo schifo e la paura ingenerati da Berlusconi al governo ha mobilitato gli astensionisti di sinistra.

E ce la facemmo per il rotto della cuffia, perché il potenziale mediatico-propagandistico del Bellachioma è spudoratamente superiore al nostro.

 

Ora.

Son passati dieci mesi più o meno dall’insediamento di Prodi.

Hanno fatto diverse cazzerie.

A partire dall’indulto.

 

Hanno fatto diverse cose che non c’erano nel programma, ma probabilmente non hanno potuto fare diversamente. Vedi le tasse. Ma un programma di governo si misura su 5 anni e non su 10 mesi, dico io.

 

Hanno preso decisioni non condivise e criticabili (e infatti criticate), tipo la storia di Vicenza.

Però non hanno cercato di sovvertire la Costituzione e di fare leggi ad personam.

Non hanno modificato le regole del gioco (=legge elettorale) unilateralmente, per poi ammettere di aver fatto una “porcata” solo per rendere la vita impossibile alla controparte.

Hanno cercato di riequilibrare le tasse (un po’ di più ai ricchi, poi cercheremo di alleviarle ai poveri).

Hanno affossato la riforma Moratti della scuola.

Hanno affossato la politica filoBush, che non è più completamente supina ai desideri del texano.

 

Ora io dico: Si può essere delusi da loro, è lecito.

Ma si può scambiare senza se e senza ma un governo mediocre, però normale, con il rischio del ritorno del Banana, solo perché Prodi non si è rivelato di sinistra come si sperava?

Si può barattare Giolitti con Mussolini?

Buon Aventino, compagni.
DatieFatti ci ha pensato in data: marzo 02, 2007 14:15 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
lunedì, 26 giugno 2006 | in : referendum riforma costituzional
W L'ITALIA
condorbianco ci ha pensato in data: giugno 26, 2006 16:03 | commenti (popup) | commenti
sabato, 24 giugno 2006 | in : referendum riforma costituzional
condorbianco ci ha pensato in data: giugno 24, 2006 13:20 | commenti (popup) | commenti
venerdì, 23 giugno 2006 | in : comunicazioni di servizio, referendum riforma costituzional



100 blog uniti in difesa della Costituzione


Lettera congiunta alla
Democrazia e alla Costituzione
che da oggi fino al 26 giugno verrà pubblicata
 dai bloggers aderenti all'iniziativa.


Cara Democrazia, cara Costituzione,
stai per compiere sessant’anni. Non ti arrabbierai se alcuni giovani hanno voluto scriverTi questa lettera, forse scavalcando i protocolli d’occasione, per parlarTi di una loro grande paura. Hanno deciso di farlo così, prendendo carta e penna, per manifestarTi la loro vicinanza ed il loro affetto e difendendoti da chi oggi, impropriamente, ha deciso di minare le Tue basi. (A. Cimadomo)

Grazie per averci dato la sovranità educandoci agli insegnamenti che, giorno dopo giorno, ci fanno essere soggetti pensanti proiettati verso un mondo libero da pregiudizi ideologici e ostruzioni dittatoriali . Cara Costituzione, sei stata venerata dalle masse e stuprata dai potenti ma sappi che c’impegneremo fortemente affinché tu possa continuare a formare le generazioni. (Dome)

Leggiamo nell’articolo 3 che è possibile trasformare le utopie del diritto naturale in utopie del diritto positivo, cioè vedo che si demanda alla Costituzione il potere di cambiare le sorti di classi sociali svantaggiate, rimuovendo ostacoli di ordine sociale e materiale. Come altre costituzioni coeve (quella francese, quella tedesca, la Dichiarazione dei Diritti universali dell’uomo) nasce come figlia della tragedia della shoa.
Molti dicono che abbia rapporti stretti con quei venti mesi chiamati Resistenza, guerra civile, guerra di liberazione nazionale, lotta di classe; la maggior parte degli ideali di questa parte della storia italiana passarono direttamente nella Costituzione, in primis uguaglianza e democrazia. (S. Ragone)

Cara amata Costituzione, che nel tempo non invecchia mai, voglio parlarti in nome di tutte quelle donne che hanno combattuto contro la tirannia dell'oppressore, che hanno sacrificato la loro giovinezza per un grande ideale: la libertà.
Voglio parlarti di quelle donne che hanno silenziosamente sofferto senza un lamento, portando dentro di se un dolore immenso, il dolore di chi vede i propri cari andarsene per sempre. (Galatea)

Cara Costituzione, per farti nascere i nostri nonni da giovani ti hanno regalato i loro anni migliori, in molti hanno sofferto, e in molti sono morti tra pene indescrivibili per mano di chi aveva paura dei tuoi valori e dell'espressione di libertà e uguaglianza che porti con te. Sei nata per sancire e affermare i diritti delle persone, sei nata dal dolore dal pensiero libero dalla speranza infusa dalla fede sia politica che Cristiana, dal valore di chi ha creduto in un futuro migliore di chi ci ha creduto fino in fondo per regalare a tutti noi loro figli e gente di oggi la gioia e l`orgoglio di appartenere ad un'Italia libera, democratica, e antifascista. Vorrei che molti ti conoscessero di piu`e vivessero coscienti dell`importanza che porti con te nel difendere i nostri diritti nel tutelare i nostri valori, nel difenderci dalle discriminazioni, nel capire quanto sia importante e bello vivere in questa società libera, in una democrazia. (Elio)

Non farti limitare, noi ti aiuteremo, votando il fatidico "NO" del vero tifoso, perché più stai larga e più stai comoda e meglio è per tutti noi. Però intendiamoci. Dopo questa prova, (che vinceremo insieme, stai tranquilla) dobbiamo darci da fare insieme. A volte sei troppo silenziosa e poco critica. Così le persone, dopo poco, si abituano a te e cominciano a comportarsi come se fossi un dato acquisito. Insomma, la gente fa il callo alla sua libertà ed è triste perché è come fare il callo al cuore e non essere più capaci d’innamorarsi.
Restiamo così, ci vediamo tra il 25 e il 26, diciamo "NO"( così ti abitui ad essere anche un po’ più ferma) al cambio della tua carta d’identità, e poi, davanti ad un aperitivo, invece di ricordare i tempi della tua giovinezza facciamo il piano per il prossimo anno. OK? Saluti. (Mr. Pol)


p.s. e qui ci sono gli amici di http://sonounindegno.splinder.com !!

condorbianco ci ha pensato in data: giugno 23, 2006 07:40 | commenti (popup) | commenti
giovedì, 22 giugno 2006 | in : referendum riforma costituzional
Per chi vota NO
come noi ci sono altri blog freschi freschi e nuovi di zecca:
http://chitifaitaliavotano.ilcannocchiale.it/
http://sonounindegno.splinder.com/
occhio ai dentisti ;-) e fate girare la nostra ultima opera TUTTE LE RAGIONI DEL NO
condorbianco ci ha pensato in data: giugno 22, 2006 19:04 | commenti (popup) | commenti
martedì, 20 giugno 2006 | in : referendum riforma costituzional

C’ERA UNA VOLTA UN RE…

 

Se domani avessimo una Costituzione per la quale una sola persona, un solo italiano, tiene in pugno il Parlamento, ed esercita di fatto il potere esecutivo, dal momento che:

 

-         può sciogliere a suo insindacabile giudizio la Camera;

-         è padrone del Senato;

-         nomina e revoca i Ministri,

 

cosa ne direste?

 

Pensereste che è pericolosa per la Democrazia?

 

Beh, avete proprio ragione.

Infatti sto parlando dello Statuto fondamentale del Regno d’Italia, promulgato dal Re Carlo Alberto nel marzo del 1848, e che consentì 74 anni dopo a Vittorio Emauele III di realizzare un colpo di stato, consegnando il potere in mano a Mussolini.

 

Basta leggere l’art. 5 (“al Re solo appartiene il potere esecutivo”), l’art. 9 (“Il Re convoca ogni anno le due Camere: può prorogarne le sessioni e disciogliere quella dei Deputati”), l’art.33 (“Il Senato è composto da membri nominati dal Re”) e l’art. 65 (“il Re nomina e revoca i suoi Ministri”) dello Statuto cosiddetto “Albertino” per rendersene conto.

 

Ma noi oggi siamo molto più accorti e democratici, e stiamo per votare con un referendum popolare una riforma costituzionale moooooolto migliore, per la quale, invece, una sola persona controlla per 5 anni (e non a vita, come un Re!) Governo e Parlamento. Infatti:

 

-         scompare la collegialità del governo, il cui potere rimane completamente in mano al primo ministro. Infatti all’art. 33 prescrive che I ministri sono nominati e revocati dal Primo ministro, che quindi si sostituisce al Re;

-         è il primo ministro a determinare la politica del governo a suo piacimento, proprio come il Re al quale solo apparteneva il potere esecutivo. Sempre all’art. 33 la riforma dice che  il Primo ministro determina (e non più “dirige”, come oggi) la politica generale del Governo e ne è responsabile. Garantisce l’unità di indirizzo politico e amministrativo, dirigendo, (nel testo della vecchia Costituzione quest’espressione, dirigendo, non c’è) promuovendo e coordinando l’attività dei ministri;

-         il governo non deve più chiedere la fiducia al parlamento: l’art. 32 della riforma recita che il Primo ministro illustra il programma di legislatura e la composizione del Governo alle Camere entro dieci giorni dalla nomina. La Camera dei deputati si esprime con un voto sul programma. Come un Re, non si degna di chiedere la fiducia;

-         il primo ministro può far sciogliere le camere al presidente della repubblica quando e come vuole. Secondo l’art.27, infatti, il Presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera dei deputati ed indìce le elezioni “su richiesta del Primo Ministro”;

DatieFatti ci ha pensato in data: giugno 20, 2006 22:13 | commenti (popup) | commenti

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