domenica, 11 maggio 2008 | in : nocomment, berlusconi, un perchè, un uomo, verità giudiziaria

Un uomo, un perchè da AntonioDiPietro.it

schifanirenato.jpg

Riporto la "carta d'identità" tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato.

Schifani Renato Giuseppe (FI)
Anagrafe: Nato a Palermo l'11 maggio 1950.
Curriculum: Laurea in Giurisprudenza; avvocato; dal 2001 capogruppo di FI al senato; 3 legislature (1996, 2001, 2006).
Segni particolari: Porta il suo nome, e quello del senatore dell'Ulivo Antonio Maccanico, la legge approvata nel giugno del 2003 per bloccare i processi in corso contro Silvio Berlusconi: il lodo Maccanico-Schifani con la scusa di rendere immuni le "cinque alte cariche dello Stato" (anche se le altre quattro non avevano processi in corso). La norma è stata però dichiarata incostituzionale dalla consulta il 13 gennaio 2004. L'ex ministro della Giustizia, il palermitano Filippo Mancuso, ha definito Schifani "il principe del Foro del recupero crediti", anche se Schifani risulta più che altro essere stato in passato un avvocato esperto di questioni urbanistiche. Negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell'imprenditore Benny D'Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo il pentito Francesco Campanella, negli anni Novanta:

il piano regolatore di Villabate, strumento di programmazione fondamentale in funzione del centro commerciale che si voleva realizzare e attorno al quale ruotavano gli interessi di mafiosi e politici, sarebbe stato concordato da Antonio Mandalà con La Loggia. L'operazione avrebbe previsto l'assegnazione dell'incarico ad un loro progettista di fiducia, l'ingegner Guzzardo, e l'incarico di esperto del sindaco in materia urbanistica. In cambio, La Loggia, Schifani e Guzzardo avrebbero diviso gli importi relativi alle parcelle di progettazione Prg e consulenza. Il piano regolatore di Villabate si formò sulle indicazioni che vennero costruite dagli stessi Antonino e Nicola Mandalà [il figlio di Antonino che per un paio d'anni ha curato gli spostamenti e la latitanza di Bernardo Provenzano, nda], in funzione alle indicazioni dei componenti della famiglia mafiosa e alle tangenti concordate.

Schifani, che effettivamente è stato consulente urbanistico del comune di Villabate, e La Loggia hanno annunciato una querela contro Campanella.

condorbianco ci ha pensato in data: maggio 11, 2008 10:09 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
martedì, 06 maggio 2008 | in : gianfranco fini
E' giunta l'ora di sparare a zero contro uno dei personaggi più controversi dell'era berlusconiana

Ipse dixit:

«Tolleranza zero per i giovani di Verona, ma più gravi i fatti della Fiera del Libro»

«Dietro l'aggressione non c'è alcun riferimento ideologico».

Dalla prima frase si deduce che per il "signor" fini è molto più grave il danno ad un qualcosa di simbolico, come una bandiera, piuttosto che un'aggressione di gruppo il cui movente rimane ancora sconosciuto. Purtroppo per fini il primo amore non si scorda mai:

da wikipedia
Inizialmente non era interessato alla politica, ma nel 1968, a sedici anni, si trovò coinvolto in scontri davanti ad un cinema dove un gruppo di militanti di sinistra contestava la proiezione del controverso film sul Vietnam Berretti verdi che lo spinsero all'iscrizione alla Giovane Italia. Molti anni dopo racconterà in un'intervista:
« Non avevo precise opinioni politiche. Mi piaceva John Wayne, tutto qui. Arrivato al cinema, beccai spintoni, sputi, calci, strilli perché gli estremisti rossi non volevano farci entrare. E così per reagire a tanta arroganza andai a curiosare nella sede cittadina della Giovane Italia. »

Sarà stata solo la sua passione per John Wayne?

Passa il tempo, cambiano gli amori che come sempre hanno degli alti e bassi:

Roma | 20 novembre 2007
E' rottura tra Fini e Berlusconi. Il leader di An: con me Silvio ha chiuso

Ma tutti sanno che non è andata così, la poltrona della camera gli è molto comoda.
Un personaggio del genere si commenta da sè!
P.S.:
Domanda al signor fini: Cosa c'è di ideologico nella violenza?
condorbianco ci ha pensato in data: maggio 06, 2008 14:06 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
da http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/

Foto di Usbe da flickr.comOra d'aria
l'Unità, 1 maggio 2008 

Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato Renato Schifani, vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone (“fanno uso politico del loro cognome”, sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati “disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana”: è proprio lui. Non è omonimo dell’autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l’impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui.

L’altroieri la sua elezione è stata salutata da un’ovazione bipartisan, da destra a sinistra. Molto apprezzati il suo elogio a Falcone e Borsellino e la sua dichiarazione di guerra alla mafia. Certo, se uno evitasse di mettersi in affari con gente di mafia, la lotta alla mafia riuscirebbe meglio. Già, perché - come raccontano Abbate e Gomez ne “I complici” (ed. Fazi) - trent’anni prima di sedere sul più alto scranno del Parlamento, Schifani sedeva nella Sicula Brokers, una società di brokeraggio fondata col fior fiore di Cosa Nostra e dintorni. Cinque i soci: oltre a Schifani, l’avvocato Nino Mandalà (futuro boss di Villabate, fedelissimo di Provenzano); Benny D’Agostino (costruttore amico del boss Michele Greco, re degli appalti mafiosi, poi condannato per concorso esterno); Giuseppe Lombardo (amministratore delle società dei cugini Nino e Ignazio Salvo, esattori mafiosi e andreottiani di Salemi arrestati da Falcone e Borsellino nel 1984). Completa il quadro Enrico La Loggia, futuro ministro forzista. Nei primi anni 80, Schifani e La Loggia sono ospiti d’onore al matrimonio del boss Mandalà. All’epoca, sono tutti e tre nella Dc. Poi, nel 1994, Mandalà fonda uno dei primi club azzurri a Palermo, seguito a ruota da Schifani e La Loggia. Il boss, a Villabate, fa il bello e il cattivo tempo. Il sindaco Giuseppe Navetta è suo parente: infatti, su richiesta di La Loggia, Schifani diventa “consulente urbanistico” del Comune perché - dirà La Loggia ai pm antimafia - aveva “perso molto tempo” col partito e aveva “avuto dei mancati guadagni”.

Il pentito Francesco Campanella, braccio destro di Mandalà e Provenzano, all’epoca presidente del consiglio comunale di Villabate in quota Udeur, aggiunge: “Le 4 varianti al piano regolatore… furono tutte concordate con Schifani”. Che “interloquiva anche con Mandalà. Poi si fece il piano regolatore generale… grandi appetiti dalla famiglia mafiosa di Villabate. Mandalà organizzò tutto in prima persona. Mi disse che aveva fatto una riunione con Schifani e La Loggia e aveva trovato un accordo: i due segnalavano il progettista del Prg, incassando anche una parcella di un certo rilievo. L’accordo che Mandalà aveva definito coi suoi amici Schifani e La Loggia era di manipolare il Prg, affinché tutte le sue istanze - variare i terreni dove c’erano gli affari in corso e penalizzare quelli della famiglia mafiosa avversaria - fossero prese in considerazione dal progettista e da Schifani… Il che avvenne: cominciò la stesura del Prg e io partecipai a tutte le riunioni con Schifani” e “a quelle della famiglia mafiosa, in cui Schifani non c’era”.

Domanda del pm: “Schifani era al corrente degli interessi di Mandalà nell’urbanistica di Villabate?”. Campanella: ”Assolutamente sì. Mandalà mi disse che aveva fatto questa riunione con La Loggia e Schifani”. Il tutto avveniva “dopo l’arresto di Mandalà Nicola”, cioè del figlio di Nino, per mafia. Mandalà padre si allontana da FI per un po’, poi rientra alla grande, membro del direttivo provinciale. E incontra Schifani e La Loggia. Lo dice Campanella, contro cui i due forzisti hanno annunciato querela; ma la cosa risulta anche da intercettazioni. Nulla di penalmente rivelante, secondo la Dda di Palermo. Nel ‘98 però anche Mandalà padre finisce dentro: verrà condannato in primo grado a 8 anni per mafia e a 4 per intestazione fittizia di beni. E nel ‘99 il Prg salta perché il Comune viene sciolto per infiltrazioni mafiose nella giunta che ha nominato consulente Schifani. Miccichè insorge: “E’ una vergognosa pulizia etnica”. Ma ormai Schifani è in Senato dal 1996. Prima capogruppo forzista, ora addirittura presidente. Applausi. Viva il dialogo. Viva l’antimafia.
condorbianco ci ha pensato in data: maggio 03, 2008 14:46 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 24 aprile 2008 | in : morti sul lavoro

Un bollettino quotidiano di guerra, letto con voce dai toni abitudinari e ormai quasi accettato come regola.

Qualche minuto per leggere un nome, l’età e il grado diventa il posto di lavoro, la matricola la causa della morte, dimenticando che dietro quella vita c’è un padre, un figlio, un marito.
C’erano speranze, c’era il sudore dell’onestà, i calli sulle mani e l’odore delle tute che troppe volte sapeva d’amianto.
C’erano gli straordinari e l’affitto da pagare, c’era la stanchezza e i compiti dei figli guardati con occhi appannati dal sonno, pensando al turno del giorno dopo.

Dall’aprile 2003 all’aprile 2007, secondo uno studio dell’Eurispes i militari della coalizione morti nella Guerra del Golfo sono stati 3.520.
I soldati-operai morti sul posto di lavoro nello stesso periodo in Italia sono stati 5.252.

Una volta mogli e madri piangevano salutando i propri cari che partivano per la guerra, ora li salutano al mattino, non sapendo se la cena rimarrà lì a raffreddarsi.

Si continua a parlare di sicurezza sul lavoro, tra un morto e l’altro, e mentre chi non ha mai rischiato la vita polemizza con l’avversario.

La legge 626 deve essere applicata, ma soprattutto devono essere applicate le pene.
I processi devono essere rapidi e le sentenze eseguite, senza sconti.

Detassare gli straordinari?
Quando lederà alla sicurezza sul lavoro?
Finirà come alla ThyssenKrupp, dove turni estenuanti anche di dodici ore erano la regola?

Alla ThyssenKrupp il lavoro li ha bruciati, biechi interessi hanno trasformato un’azienda disimessa in un forno crematorio.

Non si ripeterà!
Invece si ripete ogni giorno, ed è un dolore di tutto il popolo.
Un dolore nuovo per altre famiglie, un dolore che riapre vecchie ferite.

Le lotte per il lavoro iniziate da secoli sembrano non aver portato a nessun miglioramento.
I sindacati hanno dimenticato quello per cui sono nati?
I politici hanno dimenticato che la spina dorsale dell’Italia sono questi operai che ogni mattina si alzano per pagare le tasse e troppe volte vanno incontro alla morte?


sabry65 ci ha pensato in data: aprile 24, 2008 10:34 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
lunedì, 21 aprile 2008 | in : comunicazioni di servizio, questo blog, storia di questo blog

ANNUNCIO IMPORTANTE PER I NOSTRI LETTORI

Sono fierissimo di annunciarvi un altro prestigioso ingresso nella compagine della redazione del nostro blog.

 

Vive nella Capitale, è un grande appassionato di  psicologia, filosofia e letteratura: qualcuno dei miei vecchi amici lo ricorderà con il nickname di Eccebombo, altri con il più recente di Oea; da oggi lo accogliamo con orgoglio nella nostra redazione, con lo pseudonimo di 

ECCEOEA

 

Di tutti noi, è colui che detiene la più vasta cultura umanistica, anche per motivi professionali. Di solida e comprovata fede democratica, mi ha accompagnato dall'esordio nella lotta che ho condiviso con gli Amici della Resistenza, e mi onora della sua personale amicizia, sin dai tempi di “operazione verità”.

 

Avendo condiviso con lui gioie (non molte) e dolori (parecchi) di questi due ultimi anni, e ho più volte potuto apprezzarne il fine ed acuto pensiero, il lucido e civile argomentare, in piena identità d’intenti ideali e di metodo.

Non potrà postare spessissimo, ma non vi deluderà mai.

 

Benvenuto ecceoea, sèntiti a casa tua.

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 21, 2008 13:57 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
domenica, 20 aprile 2008 | in : unfit to lead italy

UNFIT TO LEAD ITALY

 

"Dear foreign friend,

I'm writing this letter to explain you why Mr Berlusconi is the Prime Minister of Italy and to apologize for this.
First of all I'm sorry if you'll find mistakes in the letter but Letizia Moratti (Minister fot the Instruction from 2001 to 2006) cut funds to public schools to divide them with private one.

Italians voted and elected Mr Berlusconi for the third time because they are too busy on their own affairs that can't understand what's common good. So Mr Berlusconi is a perfect example of "self-made man" with the help of secret (illegal) association, people involved in mafia and other men not completely "clean", but his success in affairs and the image he has created of himself are enough to make Italians trust him.
I want to apologize also because you didn't played a role in electing Mr Berlusconi but you'll have to stand him, probably, for the next 5 years in international meeting.

Please, close your eyes and forgive him when he will shoot down journalists, make stupid photos and tell silly stories. Don't care if he will appreciate a woman as a high teenage does (e "high" vuol dire su di giri!).

I hope you'll have fun anyway."

Grazie all'autore (http://unipasticcio.splinder.com/post/16798393/International+relationship) che ci ha gentilmente concesso la citazione. Traduco in padano.

"Cari amis furaster,

ve scrivi 'sta lètera per spiegavv perché el Berluska l'è diventà anmò Prìm Minìster de l'Italia, e per scusamm de 'sta roba. Prima de tutt, me dispias se truvaré un quaij erùr nela lètera, ma la Letisia Moratti (che l'è stada Minister de la PUblica Istrusiùn dal dòmilaevùn al dòmilaesés) l'ha g'ha sùgaà la muneda a la scòla publica, per divìdela de quèla privada.

Ij Italian hann vutà e hann eleggiù el berluska per la tersa volta, perchée inn tropp ciappàa in butéga, e capisenn nòo el cuncétt de l'interess cumùn. Inscì el Berlùsca l'è l'esempi perfett de "vùn che'l s'è fàa in de per lù", cont la spinta de quaij manegg segrée (insomma minga tropp nett), con de la gent imanigada coi mafios e un quaij alter grass de rost: ma l'èe stàa insci bravo nel fàa i so afari, che adess gh'è un sacc de gent che la cred in lù.

Vurarìa scusamm anca perchè (notare l'accento, NdA), vijalter gh'entrìi nagott cont la sua vitòria, però g'havii istess de s'cepass i maroni con lùu per almen cinq ann anmò.

Per piasé, sarì ij oeucc, e dismentegevell quand che el licensia i giornalista, el se fà fàa di  fotografij stupid, e el diss sù dij stupidad che el rid dumà lù. Fèe minga cas, se el tratta i donn comme di tosann de strada.

Pensi che ve divertarée istess."

(un pensiero a Slasch)

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 20, 2008 18:52 | commenti (11)(popup) | commenti (11)

I risultati parlano chiaro: il PD le ha prese di santa ragione, l'Italia dei Valori bene, la Sinistra Arcobaleno... parce sepulto; il PDL trionfa, col sostegno della Lega Nord (non dico che ne penso, se no mi chiudono il blog per turpiloquio...), su La Destra il velo pietoso che si merita, Ferrara TIE'.

I giochi sono fatti, anche se a quest'ora non sono ancora noti i numeri dei seggi (2:00 am).
Berlusconi torna in trionfo, per l'ennesima volta è risorto dalle ceneri. Mi viene in mente una vignetta del grandissimo vignettista Giovanni Mosca: due uomini nerovestiti in un cimitero, volti affranti, cappello in mano, sguardo chino. Gli occhi sono volti verso una bara marmorea, ove è inciso "FASCISMO". Uno dei due dice: "E' morto e sepolto", l'altro aggiunge solerte: "Solo una democrazia come quella italiana sarà in grado di farlo resuscitare".

La storia si ripete, il cavaliere senza testa (nel senso che è non ha la faccia, date le balle e le prese di culo che propina) è tornato in questa sonnacchiosa valle di lacrime, in questa sleepy hollow, e le teste cadranno, se non si starà in guardia.


L'Andreotti di Arcore è un buon allievo della partitokratija italiota: sa come impadronirsi dei posti giusti e limitare se non annullare il potere di chi gli si oppone, sia dei competitori che degli avversari veri e propri.

Che, una volta finito Prodi, con l'auspicata uscita anche dell'innominabile si potesse assistere ad un pur lieve cambiamento nella logica di contrapposizione italiana, non è ancora dato usufuire; dobbiamo aspettare. Personalmente ho più volte espresso gravi perplessità sul PD (qui qui qui), tanto che non l'ho votato, però... immaginare una sconfitta del PDL... non rivedere Bondi e Cicchitto pimpanti.... non rivedere Bertinotti soddisfatto dei disastri soavemente e fuuuuuuuurbescamente combinati (la catastrofe storica dell'uscita dal parlamento gli ha tolto il sorriso).... immaginare un puranco deludente e difficile però decisivo passo avanti verso il bipolarismo anglosassone così vilipeso (guardacaso) da quei furboni di Giordano e Casini....


ALLUCINAZIONE IMMENSA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!





Tutto nel mondo è burla, l'uom è nato burlone
, dice il buon vecchio Falstaff.
Piango e rido insieme: le sorprese, anche quando spiacevoli, possono avere il loro lato divertente o comunque curioso. Non mi aspettavo una vittoria di Veltroni, ma neanche mi aspettavo queste cifre.
Disperato, esasperato, scazzato.
La mediocrità di entrambe le alternative (l'innominabile ed il bamboccione vaticano) paradossalmente sminuisce solo temporaneamente questo sentimento. Bof, Guten Nacht, du falsche Welt, 'notte mondo truffaldino, stasera mi sento come Papageno prima che ritrovi la sua Papagena.
Ma domani è un altro giorno, nonostante tutto.

O no?



MattBeck ci ha pensato in data: aprile 19, 2008 22:13 | commenti (popup) | commenti
martedì, 15 aprile 2008 | in : italia, mafia, elezioni, ipocrisia, valori, berlusconi

un grazie a chi non è andato a votare.
un grazie a chi pensa che Calderoli sia uguale a Umberto Veronesi.
un grazie a chi pensa che Berlusconi sia uguale a Veltroni.
un grazie a chi pensa che dell'Utri sia uguale a Rita Borsellino.
un grazie a chi pensa che tanto non sarebbe cambiato nulla.
Cambierà tutto invece e ringrazio la sorte che mi ha fatto nascere con il cazzo perché sarà dura essere una donna in questa italietta da due soldi.

Ma soprattutto GRAZIE a quell'italietta di creduloni che vedono nel nano e la sua cricca un modus vivendi, ossia tutta quella gente ipocrita e maleducata che non ha un minimo di ritegno come quei quattro che non hanno ceduto il posto in un seggio elettorale di Roma ad una anziana signora 90enne PREMIO NOBEL.
Una curiosità: Chi avranno votato quei quattro stronzi?
condorbianco ci ha pensato in data: aprile 15, 2008 08:37 | commenti (18)(popup) | commenti (18)
lunedì, 14 aprile 2008 | in :

BENVENUTI A BERLUSCONIA.

 

AMARE RIFLESSIONI DI UN AMICO

 

Stasera sono troppo depresso e schifato, non so se in me prevalga l'amarezza o la preoccupazione per ciò che sta accadendo in Italia (e per ciò che avverrà con il ritorno dei barbari al governo).

Una mia analisi nei prossimi giorni.

Nel frattempo riporto, tratto da un suo intervento nel forum "Storia e Politica", le fosche, amare previsioni di un mio carissimo amico, che si firma sul web "Oea" (qualcuno qui lo ricorda forse come Eccebombo):

 

"...azzardo qualche previsione su questa nuova esperienza governativa di berlusconi: vedremo già fra qualche mese se un paio di esse saranno confermate, e fra al massimo un paio di anni potremo notare se le altre terranno. ecco il mio decalogo previsionale:
1. interruzione ed inversione della riduzione del debito pubblico faticosamente ottenuta dal povero padoa-schioppa (cioè, il debito tornerà a crescere);

2. fine dei tesoretti da recupero dell'evasione fiscale, e qualche bel nuovo condono;

3. nuove procedure di infrazione, e a pioggia, dall'europa (a cominciare da quella già prospettata per l'illegalità conclamata di rete 4), ad aggiungersi a quelle esistenti, ad esempio per la munnezza;

4. avvio di una nuova revisione della costituzione (e dubito che questa volta sarà, come promesso, concordata con l'opposizione, perché bossi dopo il suo successo pretenderà un federalismo "forte" difficilmente accettabile dal pd);

5. fine ingloriosa di alitalia, non più acquistata da air france, e da nessun altro tranne forse airone che ne farà una bella piccola compagnia low cost a raggio d'azione limitato;

6. realizzazione della posa della prima pietra del ponte sullo stretto (la seconda nel prossimo ventennio, ma i fondi alle imprese raccomandate da dell'utri e lombardo saranno assegnati subito);

7. fine della par-condicio, e simultaneo rafforzamento delle interazioni unificate fra le altre reti tv (ad eccezione di rai3, chè un alibi ci vuole) ...

8. ... il tutto in un rigoroso regime di sano conflitto di interessi che non si capisce perché si chiami così visto che gli interessi del premier e del dominus non occulto di mediaset non confliggono affatto: coincidono;

9. problemini non da poco a restare in europa, visto che si aggraverà il divario fra la nostra recessione economica e la crescita pur bassa di tutti gli altri paesi di eu (a questo riguardo, sentito stasera cossiga in radio che faceva sarcasmo sul fatto che non fa nulla se usciamo da eu, potremo sempre sia pure superando qualche loro comprensibile resistenza farci accogliere nell'unione maghrebina, ché gheddafi in fondo è un amico);

10. lento cammino di ritorno del povero Casini in una angolino ridotto della vacchia casa delle libertà (per lui d'ora in poi comunque ancor più limitate di prima).

Sono molto interessato ad eventuali altre vostre previsioni, così negli anni a venire ci divertiamo (amara risata) a vedere chi ci azzecca di più."

Mi farò carico di riferie a Oea i vostri eventuali commenti.

Grazie.

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 14, 2008 23:09 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 13 aprile 2008 | in : asse

RIVOLTO A CHI A SINISTRA RITIENE DI ASTENERSI

 

...perché "il PD e Veltroni e Prodi sono stati complici di Berlusconi".

RIPENSACI!

Se non voti oggi, sei complice anche tu.

Ricorda che in 15 anni Berlusconi, quando ha vinto, ci è sempre riuscito per astensionismo di sinistra!

Se pensi davvero che PD e PDL siano uguali, ricordati di Bolzaneto, del tentativo di uccidere l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ricordati che i salari hanno smesso di crescere all'arrivo di Berlusconi al potere (2001), ricordati dei condoni a pioggia e degli inviti ad evadere le tasse, ricordati del finanziamento alle scuole private e al taglio all'istruzione

pubblica, ricordati degli attacchi all'aborto e della legge anti-fecondazione assistita, ricordati degli attacchi alle donne, ricordati dell'appoggio esplicito ed entusiasta alle guerre di Bush, ricordati delle ronde padane,

ricordati dello sprezzo per i valori dell'antifascismo e della Resistenza,

ricordati dei continui attacchi alla legittimità della lotta per i più deboli,

ricordati ricordati ricordati ricordati ricordati ricordati

ricordati ricordati ricordati ricordati ricordati

ricordati ricordati ricordati ricordati

ricordati ricordati ricordati

ricordati ricordati

ricordati

 

DatieFatti ci ha pensato in data: aprile 13, 2008 12:20 | commenti (popup) | commenti