giovedì, 05 novembre 2009 | in : diritti civili, attualità, chiesa cattolica, chiesa e laicità
SI FA PRESTO A DIRE TRADIZIONI

Foto suora in topless su Facebook



Credo che a Gesù non interessasse un bel nulla di vedere la propria effigie nei palazzi dell'imperatore. Per questo ho apprezzato molto questo post di Phoebe, che qui ritrascrivo per sua gentile concessione.


"E così, grazie alla “folle” battaglia di una madre di Abano Terme, in sette anni ci siamo arrivati.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (mica un magistrato comunista qualsiasi, eh!) ha dichiarato illegittima la presenza ancestrale del crocefisso nelle scuole.
Il putiferio scatenato da questa sentenza non è paragonabile nemmeno alla dichiarazione di guerra dell’Iran alla Svizzera.
Lo sdegno è superiore a quello per gli attentati in Afghanistan.
La rabbia è così forte che tutti (ma proprio TUTTI) hanno qualcosa da dire.
 
La Carfagna minaccia ricorsi ed interventi divini, non prima di aver acceso due lumini votivi. Gli stessi, per inciso, con cui ha bruciato i negativi dei suoi passati calendari.
Per Bersani (Pretino, lo sapevo!!! Ho fatto bene a non votarti, servo!!) è una sentenza folle ed insensata.
Calderoli è stato preso da un coccolone. No, rimettete nel cassetto le trombette. S’è salvato!
Pretini, pretucoli e preti d’alto bordo minacciano di chiamare il principale per lamentarsi e far scagliare un fulmine in testa agli eretici. Finora han trovato la segreteria, ma prima o poi Lui risponderà, ne sono certi.

In genere, il commento più diffuso è stato”è una nostra tradizione, fa parte della NOSTRA cultura e non va cambiata”, la mia opinione è che anche la dote, la fuitina, la patria potestà, il reato di aborto e tante altre cose ne facevano parte ed ora NON CI SONO PIU’.

Una volta, nemmeno tanto tempo fa se si tiene conto dell’età della terra, vivevamo nelle caverne scarabocchiando icone con punte di selce scheggiate bisonti e divinità. E’ stato così per secoli, come ne siamo usciti? Eppure, era la nostra tradizione, la nostra cultura.
E qualche ominide primitivo quando il primo folle iniziò a costruire una capanna qualcosa da dire ce l’avrà avuta di sicuro.
E se sono d’accordo sul fatto che la motivazione data dalla Corte sia opinabile , il problema non è che il crocifisso “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” ma che nella nostra Costituzione Italiana non c’è scritto che il nostro Stato è improntato alla religione cattolica.
Il nostro è uno stato LAICO, signori, che vi piaccia o meno. L’Assemblea Costituente fece questa scelta illuminata più di 60 anni or sono e ne sono orgogliosa, perché all’epoca non deve essere stato affatto facile.
Lo stato è LAICO. Non esiste una religione di stato.
No, zitti. Shhhh!
Carta canta, signori miei.

Per me la cosa giusta sarebbe niente ora di religione a scuola ma un’ora di Storia delle Religioni e niente crocifissi in uffici e scuole pubbliche. Io, mio figlio a catechismo ce lo mando il pomeriggio, semmai. 
E ve lo dice una che alle elementari era accompagnata a messa dalle maestre, pensate un po’.
E che ci mettiamo là, sul muro? Lì, dove c’è rimasto il segno del chiodino? Allah, come dicono quelli che hanno paura di perdere la propri “identità culturale”?
No, niente santi o icone.
Ma la foto, con una bella cornicetta, del Presidente della Repubblica. O anche del Presidente del Consiglio, ne possiamo parlare. Purché si tratti di una autorità dello Stato, eletta da tutti i cittadini in uno stato libero.
Di cui dobbiamo essere TUTTI fieri ed orgogliosi di appartenere: cattolici, musulmani, ebrei, testimoni di Geova, agnostici ed atei.

Lo trovate davvero così scandaloso?"

 
DatieFatti ci ha pensato in data: novembre 05, 2009 12:36 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
venerdì, 30 ottobre 2009 | in :

RITRATTO DI UN FANANICO


ghedinighedini

Ghedini?
Trovo che sia l’agghiacciante incarnazione di un nuovo tipo umano: il fanatico cinico: il “fananico”. Voglio dire, il fanatismo storicamente è sempre stato giustificato per un ideale… Lui invece riesce come pochi a esser fanatico per il cinismo, inteso come assenza di morale.
da brividi, no?
Quasi quasi ci faccio un post.

DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 30, 2009 20:47 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
 
Leggo questo bel post su “La conoscenza rende liberi”, m’indigno per una vicenda che non conoscevo, e pubblico senz’altro (grazie al blogger bertoldino per il post)
 
STEFANO CUCCHI
torturato e ucciso
dalle nere forze
del disordine

 
cucchi"Questa è la foto di Stefano Cucchi vivo e vegeto quando era ancora di questo mondo, prima di stirare i piedi per colpa  degli sbirri fascisti che l’hanno interrogato torturato ed ucciso per qualche canna.
Chi vuole può andarsi a vedere le foto del suo cadavere ( vedi link più sotto ) .  E basterà per capire . Tutto.
Fra i motivi per cui io odio Berlusconi, forse il motivo più grande, c’è la costante progressiva fascistizzazione dell’italia.
Ogni mese da una decina d’anni con frequenza progressiva accadono centinaia di episodi di razzismo , di aggressioni impunite, di sempre maggior spazio alla mentalità fascista.
Anche fra le forze del disordine sembra esserci stato, dopo i fatti di Genova con cui la sbirraglia più retriva si presentò al nuovo governo di allora ( con Fini in prefettura a dare indicazioni, lo stesso Fini  che oggi fa il sensibile democratico ), un progressivo uscir fuori senza remore dell’anima nera schifosa e repressa, ma neanche tanto, nei decenni precedenti.
Già perchè non è  che prima le cose in quegli ambienti fossero molto diverse, ma certo da quei giorni di Genova in poi vi  fu una escalation di fatti , dichiarazioni, leggi ed altro che legittimarono certi comportamenti criminali delle camice nere,  anche quelle in divisa.
Così che la storiaccia che riprendo qui sotto non è neanche la prima e non sarà purtroppo l’ultima della serie  degli omicidi di stato.
E’ una brutta storia  che racconta anche dell’atteggiamento infame e vile di tutta la stampa di regime, che ha tenuto nascosta la notizia per diversi giorni, perchè dava fastidio al governo ed era  poco interessante per l’opposizione  moderata, l’unica presente anche nei media oltre che nel parlamento.
Stefano Cucchi, fermato dai Carabinieri di Roma per il possesso di pochi grammi di marijuana è  morto in circostanze misteriose dopo l’interrogatorio, da solo come un cane e senza aver potuto incontrare neanche i suoi genitori, con la faccia tumefatta, qualche  vertebra rotta e la mandibola frantumata.
Se cliccate sull’immagine qui sotto per ingrandirla potete leggere l’articolo ripreso pari pari  dal post di METILPARABEN del 27 ottobre 2009, che riportava la notizia de Il Manifesto di quel giorno a pag. 5 citata anche nella rassegna stampa di Radio Radicale.
Se non fosse stato per questi due media, la notizia di un fatto così’ grave accaduto il 22 ottobre sarebbe passata completamente sotto silenzio.
In realtà dopo qualche ora , nella mattinata  del 27 scorso, la notizia è finalmente uscita nelle cronache locali di qualche giornale on line.
Questa vicenda è stata  “silenziata” dalle famose sette sorelle dell’editoria e finchè il Manifesto e Radio Radicale non si sono presi la briga di raccontarlo,  gli altri giornali si sono guardati bene dal ficcarci il naso.
Queste sono le foto scattate al cadavere di Stefano Cucchi ( si consiglia la visione ad un pubblico adulto ). È stata la stessa famiglia ad autorizzarne la pubblicazione perchè serva a scoprire la verità sulla sua morte.
Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per droga al Parco degli Acquedotti di Roma. È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.
‘‘L’atto di morte e’ stato acquisito dal pm – ha spiegato il legale Fabio Anselmo – per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall’agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, chepossono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui e’ difficile sapere quando e soprattutto come e’ morto”. Stefano, a quanto conferma il legale, soffriva di epilessia. Il Ministro Alfano ha parlato di “caduta accidentale dalle scale”.,
Ma non basta. E ora il padre di Stefano chiede la verità anche al ministro La Russa. “Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato – ha detto Giovanni Cucchi – dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio. E dato che e’ stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russa”.
La tesi della caduta accidentale dalle scale non sembra credibile nè compatibile con le ferite riportate.
Quanti  Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi e Aldo Bianzino saranno necessari, prima che ci si decida a fare chiarezza sui  comportamenti delle forze del disordine?
E soprattutto, quanti ce ne vorranno, se le loro storie continueranno ad essere silenziate in questo modo?
Stampa democratica, stampa infame, stampa di regime, tutta."
Bertoldino
 
DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 30, 2009 14:01 | commenti (popup) | commenti
martedì, 27 ottobre 2009 | in :
Dal sito di "Libertà e Giustizia", leggo e trascrivo (ma la vignetta l'ho trovata altrove):

MILLS "E' STATO CORROTTO",
ma spunta un "convitato di pietra"

5-per-mills

Giorgio Frasca Polara, 27-10-2009
 
La Corte d’appello di Milano ha confermato la condanna in Tribunale dell’avvocato David Mills a 4 anni e 6 mesi: corrotto con 600mila dollari della Fininvest per testimoniare il falso nei processi All Iberian e tangenti alla Guardia di Finanza che vedevano come imputato principale Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio era coimputato di Mills nel processo di primo grado, ma la sua posizione era stata stralciata in seguito all’approvazione del cosiddetto lodo Alfano che doveva assicurargli l’impunità sino a quando fosse restato a Palazzo Chigi. Ora che il lodo è stato eliminato dalla Corte costituzionale il processo contro di lui dovrà ricominciare da zero davanti a un tribunale diverso da quello che ha giudicato Mills.
Rabbiosa la reazione del difensore del legale inglese, Alessio Lanzi: “E’ una decisione che mette va dura prova la buona fede nei confronti dello stato di diritto”. “Non è finita qui”, ha aggiunto l’”amareggiato” avvocato Lanzi: “Ricorreremo in Cassazione dove il giudizio sarà ribaltato, abbiamo elementi forti per prevederlo”.
In realtà l’unico elemento “forte” lo stesso Lanzi lo aveva tirato fuori ieri, in Corte d’appello, in sede di replica prima che la giuria si riunisse in camera di consiglio. Ed è elemento così forte da suonare come un ricatto. “Esiste un convitato di pietra in questo processo – aveva detto Lanzi con evidente riferimento a Berlusconi –, ed è inutile nascondersi dietro un dito. Parliamo francamente, signori giudici: la vostra decisione potrebbe avere grandi e gravi ripercussioni. “Come avvocato ma anche come cittadino – aveva insistito – troverei davvero paradossale e ingiusto che gravi conseguenze si determinassero a causa di un processo nel quale la tesi del Tribunale o è priva di prova o è smentita documentalmente”.
Ora, di grave e greve c’è solo questa dichiarazione, e per due motivi. Intanto perché i giudici dell’appello hanno letteralmente confermato la sentenza di primo grado non solo nella portata della condanna ma, in partenza, nelle motivazione del Tribunale: senza di che non sarebbero giunti alle identiche conclusioni. E poi perché l’avvocato Lanzi ha usato lo stesso tipo di argomentazione che l’Avvocatura dello Stato aveva usato di fronte alla Corte costituzionale per sostenere la legittimità del Lodo Alfano. Come dire che, almeno nei fatti, almeno oggettivamente, c’era e c’è una singolare, forse illuminante consonanza tra l’Avvocatura (che in quel caso più che lo Stato mostrò di rappresentare il governo, anzi il suo premier) e il difensore di Mills.
Del resto che ci sia un evidente, diretto collegamento tra il processo Mills e la posizione di Berlusconi è sottolineato anche da una furibonda dichiarazione che proprio il legale di fiducia del Cavaliere (nonché coordinatore della “consulta per la giustizia” del Pdl) Niccolò Ghedini si è sentito in dovere di rilasciare subito a commento della nuova sentenza di condanna a carico del brasseur d’affaires inglese. Da un lato c’è, per Ghedini, “la conferma che a Milano non si possono celebrare processi quando, ancorché indirettamente, vi sia un collegamento con il presidente Berlusconi”. (Che fa, lo stabiliamo in un codice scritto dalla “consulta” coordinata dallo stesso Ghedini?). Dall’altro lato “la decisione della Corte d’appello è del tutto illogica e nega in radice ogni risultanza in fatto e in diritto: un processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilità di difesa”. (Che fa, modifichiamo anche il codice di procedura penale come medita proprio Ghedini?). Ergo, la decisione “non potrà che essere annullata dalla Corte di Cassazione”. Vedremo. Intanto Mills si è beccato la seconda condanna e nulla più impedisce il processo a Berlusconi. Sì, lo sappiamo che la prescrizione sarà alle porte, ma è sempre bello vedere agitarsi scompostamente l’onorevole Ghedini.
DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 27, 2009 18:19 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
martedì, 20 ottobre 2009 | in :

Leggo su "Piovono rane", mi piace e ripubblico qui questo bellissimo post:

ZAGREBELSKY NON E'
UGUALE A FELTRI

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Siamo, purtroppo, in un’epoca in cui la rappresentazione del reale conta più del reale. E così una delle balle che ormai si è diffusa al punto da essere percepita come realtà da molti (anche in buona fede)  è quella sulla specularità delle posizioni e dei comportamenti, con il presunto corollario di un’equa distribuzione di torti e ragioni.

In altre parole, sta passando l’idea che ci sono due fette d’Italia in rissa tra loro - i berlusconiani e gli antiberlusconiani - ciascuna delle quali con un gruppo editoriale alle spalle, Fininvest-Mediaset da una parte e Repubblica- Espresso dall’altra: i due gruppi se le danno di santa ragione, ciascuno quindi rappresenterebbe un partito, ognuno sarebbe mosso da interessi suoi e starebbe nella sua trincea a sparare per conto del suo editore.


Una rissa politico-mediatica in cui truppe e generali sono appunto speculari e che dunque finisce per mettere le due parti, alla fin fine, sullo stesso piano.

Devo ammetterlo: essere riusciti a far passare questa vulgata è stato un capolavoro mediatico degno di Goebbels. Così come, quasi allo stesso modo, è stato un capolavoro mediatico fra credere che lo scontro in atto in questo momento in italia sia “fra destra e sinistra”, categorie che invece c’entrano pochissimo o niente con quello che sta accadendo.

E quello che sta accadendo, per chi non ha gli occhi accecati, è abbastanza semplice. Un gruppo di persone prive di qualsiasi idea o ideologia ha destabilizzato buona parte delle regole del vivere civile: fabbricando dossier, costruendo falsi giornalistici, distruggendo persone con fonti anonime, corrompendo giudici, violando leggi, producendo o tentando di produrre leggi ad hoc per sfuggire alla giustizia, usando i propri media per linciare chi critica il governo, pedinando magistrati, tentando di modificare la Costituzione a proprio piacimento e via così.

A questo imbarbarimento - che, ripeto, non ha niente a che fare con destra o sinistra - c’è una fetta di paese minoritaria di Paese che ha tentato e sta tentando di rispondere dicendo e ripetendo (fino alla noia) che questo scivolamento oltre le regole del vivere civile è, appunto, barbaro. E che è malata una democrazia in cui il capo del governo controlla i media attraverso i quali si informa il 90 per cento dei cittadini. E che è malata una democrazia in cui se fai o dici qualcosa di sgradito al premier il giorno dopo i media del governo ti inchioderanno come stravagante, omosessuale, spia del Kgb e via andare.

Solo che in Italia la lucidità collettiva è stata talmente appannata che a denunciare questa banalità - perché di banalità si tratta - si diventa immediatamente faziosi ed estremisti (Panebianco di oggi), nonché intruppati al soldo di un editore svizzero: modalità argomentative il cui esito è appunto stabilire un’apparente specularità di posizioni e interessi.

Di qui la cantilena dei sedicenti “terzisti” - i Panebianco, appunto, ma anche i Battista e tanti altri - che rivendicano come “autonomia di giudizio” al di sopra delle parti quella che è - nella più benevolente delle ipotesi - una dispercezione del reale, di quello che sta accadendo, di quello che c’è in gioco.

E l’esito di questa dispercezione è far passare per estremiste o faziose (quindi alla fine sullo stesso piano dei manganellatori berlusconiani) persone la cui moderazione, lucidità e statura morale è invece di un altro Dna: Zagrebelsky come Feltri, per capirci. O Edmondo Berselli come Paolo Granzotto, se preferite.

Quando finirà tutto questo - speriamo al più presto - rischiano di esserci solo macerie: su questo ha ragione Luca Sofri.

Ma forse sapremo anche distinguere meglio chi le macerie le ha create chi ha cercato di evitare che la casa comune di tutti - questo benedetto paese - fosse rasa al suolo.

DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 20, 2009 10:20 | commenti (popup) | commenti
domenica, 11 ottobre 2009 | in :
Ricevo questa segnalazione da  "La conoscenza rende liberi", ed aderisco convintamente.
 
A CASA!

dimettiti
Servirà a poco, ma stare zitti è peggio.

Lo potete trovare qui.

DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 11, 2009 19:50 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 08 ottobre 2009 | in :

CINQUE PUNTINI
SULLE "I"

berluscorna

 

Puntino primo. I corifèi del nano strillano contro la Consulta perché nella sentenza di ieri ha dichiarato che il lodo Alfano non è legittimo, in quanto legge ordinaria. E’ fumo negli occhi. La Consulta ha dichiarato che è incostituzionale, in quanto vìola l’art. 3 della Costituzione (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge), e di conseguenza che per renderlo legittimo bisognerebbe cambiare la Costituzione stessa, con la procedura d’uso (art. 138). Una cosa del tutto ovvia, che non avrebbe nemmeno bisogno di essere resa esplicita in teoria. Infatti, la Consulta non lo ha scritto la volta precedente (lodo Schifani, anch'esso rigettato per violazione dell'art.3), ma visto che qualcuno è duro d’orecchi questa volta ha dovuto esplicitarlo. Tutto qui.
 
Puntino secondo. Il nano accusa Napolitano d’essere di parte. E in che cosa, di grazia, avrebbe manifestato la sua parzialità n questa occasione? Semmai la critica che gli si può muovere è quella di essere stato sin troppo ligio alla lettera del dettato costituzionale, laddove dice che non compete a lui, ma alla Corte, stabilire l’incostituzionalità delle leggi. A meno che essa non sia “manifesta”. Ebbene, n questo caso manifesta lo era eccome, dato che anche il lodo Alfano era stato rigettato per violazione dell’art. 3 della Carta. Quindi Napolitano, promulgando la legge, è stato sin troppo “Morbido” verso gli interessi del premier. Lui stesso temeva di apparire troppo morbido, infatti mise le mani avanti ed eccezionalmente si sentì di giustificare, non richiesto, la promulgazione, motivandola ufficialmente.
 
Puntino terzo. Il nano straparla di promesse che Napolitano gli avrebbe fatto, in privato, di esercitare pressioni sui giudici costituzionali “di sinistra” per far passare il lodo Alfano. A parte l’indimostrabilità del fatto, perché mai Napolitano, prudente com’è, dovrebbe essersi sbilanciato a promettere una cosa simile? Se Napolitano avesse ceracto di influenzare alcuni giudici, a favore o contro il lodo Alfano, allora sì  che avrebbe fatto una cosa gravissima, illegittima. E adesso Berlusconi lo accuso dai non averlo fatto, cioè di non essere stato, appunto, di parte: la sua.
 
Puntino quarto. La Consulta, adesso che si è pronunciata contro il lodo Alfano, è diventata di parte. Quando fece altrettanto, sul lodo Schifani, tutti dissero di rispettare la sentenza. Unica spiegazione: all’epoca credevano di intortare la situazione, come poi infatti provarono a fare nel 2008, cavillando, quindi pensavano di doversi atteggiare a rispettosi della separazione dei poteri. Adesso, no. E i giudici diventano comunisti.
 
Puntino quinto. L’assunto è che alcuni giudici sono nominati dal Presidente della repubblica, che quindi a loro dire li può influenzare a piacimento, e che gli ultimi presidenti erano di sinistra. Due balle in una. La prima, sui presidenti di sinistra: Scalfaro Oscar Luigi è un vecchio conservatore democristiano, anticomunista, che finì con lo schierarsi – di fatto – contro i berluscones proprio per la loro inveterata tendenza a sovvertire la Costituzione. Carlo Azeglio Ciampi, un non politico, laico quant’altri mai, senza tessere di partito, fu lodato per tutto il suo settennato anche da destra per la sua imparzialità. Quindi rimane il solo Napolitano, che di giudici, sinora, ne ha nominato uno solo.
La seconda, sulla possibilità del Presidente della Repubblica di influenzare i “suoi” giudici: e come di grazia, visto che essi giudici sono inamovibili dalla carica? La prova della loro libertà di giudizio è che uno dei tre giudici nominati da Ciampi ha votato a favore del lodo Alfano.
 
Per tornare a Napolitano, perché Berlusconi lo attacca così violentemente? A mio giudizio, la ragione può essere una sola: l’intimidazione attraverso la denigrazione. Il messaggio, mafiosetto, assai, è: se mai dovesse Berlusconi dimettersi, spetta al solo Napolitano conferire l’incarico di Presidente del Consiglio a qualcun altro, dando il via a quello che Berlusconi chiamerebbe “un ribaltone” della volontà popolare, oppure sciogliendo le camere e rimandandoci alle urne (cosa questa che il nanetto preferirebbe di gran lunga); quindi, sotto sotto, Berlusconi dice a Napolitano e a tutto il mondo che il Presidente della Repubblica è un comunista, e quindi se dovesse nominare un altro Presidente del Consiglio dimostrerebbe di essere di parte. Scommettiamo?
DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 08, 2009 11:01 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
mercoledì, 07 ottobre 2009 | in : berlusconi, processi di berlusconi, lodo
E ADESSO FATTI PROCESSARE BUFFONE!!!! Pietro Ricca
Corriere della Sera.it
La Consulta ha dichiarato incostituzionale il Lodo che sospendeva i processi per le più alte cariche dello Stato durante il loro mandato. Di seguito i procedimenti in cui allo stato risulta coinvolto il presidente del Consiglio, che ora riprenderanno il loro corso. DIRITTI TV MEDIASET - È il procedimento principale scaturito dalle indagini sulla compravendita dei diritti televisivi e Leggi ancora...
condorbianco ci ha pensato in data: ottobre 07, 2009 18:48 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
venerdì, 02 ottobre 2009 | in : berlusconi, dittature e rivoluzioni
LIBERTÀ DI STAMPA,
L'ULTIMA MOSSA DI BERLUSCONI:
CAMBIARE LA CARTA

Dal sito di Libertà e Giustizia:

02-10-2009
 
LIBERTA' DI STAMPA, TUTTE LE MINACCE -  F.Palladino // I PRESIDII DI LeG // L'ultima mossa del partito di Berlusconi contro la libertà di stampa è stata presentata al Senato: è un Disegno di legge per modificare l'articolo 21 della Costituzione. Lo firma il senatore Andrea Pastore (Pdl), Presidente della commissione bicamerale per la semplificazione della legislazione. Presentato il 9 settembre scorso ma rilanciato il 30 settembre con l'aggiunta delle firme di 40 senatori, compresa quella del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e del presidente emerito Francesco Cossiga, il ddl modifica, l'articolo 21, nell'ultimo comma: "Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume" dovrebbe essere integrato con "o lesive della dignità della persona o del diritto alla riservatezza".
"Solo chi non vede o fa finta di non vedere può credere che l'uso diffamatorio e calunnioso di certa stampa, soprattutto negli ultimi tempi - ha dichiarato Pastore - possa andare avanti senza un più preciso indirizzo legislativo. Troppo fango viene gettato senza che i responsabili subiscano le giuste conseguenze".
LeG denuncia questa ennesima minaccia all'autonomia dell'informazione e sollecita le opposizioni in Parlamento e nel Paese a contrastare con tutti i mezzi, questo vero e proprio stravolgimento dell'articolo 21 della nostra Carta costituzionale. In maniera subdola e strumentale, con la scusa della privacy, si cerca di imporre limiti assolutamente inaccettabili in tutto il mondo democratico e comunque di intimidire una professione già abbastanza mortificata dalle continue minacce alla carta stampata e alla televisione.
 
DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 02, 2009 14:10 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 01 ottobre 2009 | in :
HO PRESO
UN GRANCHIO

pansa
Chi mi conosce sa come la pensavo, e la penso, su Pansa. Qualche tempo fa ho avuto modo di definirlo, sul forum di Legalità e Giustizia, un "utile idiota". Lasciate che vi spieghi perché. L'antefatto è che uno di destra mi accusava di averlo classificato tra i traditori della sinistra per il fatto che se n'è andato in giro a rivelare le atrocità del "triangolo rosso" alla fine della guerra di LIberazione.

A parte il fatto che mai lo avevo apostrofato come tale, facevo solo osservare che ci vuole un bel coraggio ad atteggiarsi adesso, con lo strapotere dei neofascisti e dei berlusconiani sulla scena, a perseguitato politico, mentre si attacca la resistenza, si denigra il PCI - sia pure dicendo cose vere, ma sempre e solo una parte della verità.

Soggiungo che verrebbe da chiedere a lui, che si scopre improvvisamente un leone di coraggio adesso, con Berlusconi al potere, dove cavolo era quando a suo dire era proibito raccontare certe cose.
Cose che a tutti gli Italiani erano note, e che in tutte le famiglie nel dopoguerra si raccontavano. Era arcinoto che nel gran casino che si scateno con gli ultimi istanti dell'agonizzante RSI, nel momento culminane della guerra civile, ci fu chi ne conbinò di tutti i colori.

E concludo dicendo che, ritirare fuori adesso quelle cose, che per carità sono verissime, puzza un pochino di lecchinaggio al potente di turno, per non parlare del fetore di revisionismo e qualunquismo di comodo che comporta. Ma siccome avevo stima dell'uomo, che avevo sempre considerato in buona fede e "pulito", anziché traditore lo chiamavo uilte idiota, nel senso che da bravuomo (magari non coraggiosissimo, ma in buona fede), aveva semplicemente sentito che "finalmente" era venuto il momento in cui certe cose si poteva dirle, e che quindi in fondo nelle sue intenzioni si trattava di un'opera di ristabilimento di una verità storica a lungo negata.
"Pansa scriverà anche cose ovvie, ma non si rende conto di come vengano strumentalizzate in questo momento, è una persona pulita e non si venderebbe mai al miglior offerente.", pensavo.

Non ho fatto a tempo a scrivere quel commento nel forum di Libertà e Giustizia, che ha iniziato, il nostro impavido paladino della verità a scrivere una rubrica fissa su Libero.
Eh si, stavolta ho preso un granchio.
Una domanda sola: qualcuno sa se la sua collaborazione con il quotidiano sedicente Libero è gratuita?
DatieFatti ci ha pensato in data: ottobre 01, 2009 14:30 | commenti (3)(popup) | commenti (3)

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